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MGP
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Per me Maria Grazia Perini era semplicemente MGP, alias “la direttora". Così si firmava quando collaborava con l’Editoriale Corno negli anni settanta, e io leggevo i suoi articoli su Alan Ford, Eureka, Il Corriere della Paura e infine Dracula e Shang–Chi.
Aveva uno stile molto diretto, immediato, lontano da quell’italiano un po’ imbalsamato (o, all’opposto, bamboleggiante) tipico dei redazionali delle riviste. Quando imparai a riconoscere la sua firma non ero che un ragazzino, ma mi piaceva, la MGP. Purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscerla. Al momento della chiusura di Shang Chi ragazzino non lo ero più, e passai a letture più adulte. Non ricordo se MGP avesse già lasciato l’Editoriale Corno. Quello che è certo è che in quel momento, da lettore, persi le sue tracce. E in seguito, da autore e da persona “dell’ambiente”, non ebbi mai occasione di incrociarla.
Scoprii molti anni dopo che “la direttora” era passata a lavorare per RCS a Snoopy e poi al Corrierino, con la stessa energia che aveva contribuito a rendere le testate della Corno indimenticabili per una generazione. Delle polemiche che accompagnarono la sua uscita dalla Corno, e di cui parlano alcuni beninformati sul web, non so niente e niente voglio sapere. Di MGP rimane il suo lavoro, la capacità di parlare ai lettori, di farsi voler bene da loro. E di non farsi dimenticare. Perché è vero, non l’ho mai conosciuta, MGP, ma un po’ mi mancherà.



