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Il grande romanzo di Ed McBain

Vedi anche In memoriam - Evan Hunter alias Ed McBain 1926-2005

Oggi il nome di Evan Hunter non è notissimo al pubblico italiano. Probabilmente solo qualche accanito cinefilo ricorda che è firmata Evan Hunter la sceneggiatura di uno dei più celebri film di Hitchcock, Gli uccelli. I meno giovani, forse, ricordano meglio il film Il seme della violenza (1955), tratto dal primo libro (e primo best-seller) di Hunter. Un film importante, uno dei primi a portare sugli schermi il disagio giovanile, prototipo di quel filone della serie "insegnanti e ragazzi difficili" inaugurato al suono del celeberrimo Rock around the clock di Bill Haley. Ma la vera popolarità Hunter la conquistò nel 1956, quando, ad appena trent'anni, diede il via alla serie poliziesca dedicata all' 87° distretto, firmandola con lo pseudonimo di Ed McBain.

Il successo fu tale che la fama di "McBain" superò quella di Evan Hunter. Il primo romanzo con l'87° distretto, L'assassino ha lasciato la firma, presentava diverse novità rispetto alla letteratura poliziesca contemporanea. In primo luogo, la formula narrativa scelta dall'autore era quella del cosiddetto police-procedural: il giallo basato non sul classico "chi è stato?" ma sulla descrizione dettagliata e realistica dell'indagine poliziesca. Non si trattava di una novità assoluta, in realtà; altri scrittori avevano già affrontato il poliziesco "realistico", ma Hunter-McBain adottò la formula con un tale rigore da essere reputato, alla fine, l'inventore di questo filone della fiction poliziesca.

Ai romanzi dell'87° distretto – subito diventati dei telefilm negli anni cinquanta - devono qualcosa tutti i serial polizieschi successivi, dal vecchio I detectives con Robert Taylor fino al famoso Hill Street giorno e notte, dove le strutture narrative di McBain sono riprese con rigore quasi filologico, seppure virate in grottesco secondo un gusto che anticipava gli anni novanta.

Un'altra importanta novità dei romanzi di McBain era la concezione del protagonista: non più un solo eroe, ma un gruppo di uomini, cioè tutti i componenti della squadra investigativa: un gruppo eterogeneo che rappresenta perfettamente il melting pot, il crogiuolo razziale che popola le metropoli americane. Nel gruppo spicca l'italo-americano Steve Carella (che McBain fa sposare con una ragazza sordomuta ben quarant'anni prima del politically correct), l'ebreo Meyer Meyer, l'irlandese Bob O'Brien, il nero Arthur Brown, e gli americani wasp Bert Kling e Cotton Hawes.

Se è vero che Hunter ha una particolare simpatia per Steve Carella e lo rende un po' più protagonista degli altri, è vero che nei romanzi dell'87° anche i semplici passanti possono essere protagonisti per qualche pagina. Ma soprattutto possono essere protagoniste le donne, che lo scrittore apprezzava anche nella vita (si sposò tre volte). Mogli, fidanzate, amanti, dark ladies o poliziotte (come la coraggiosa Eileen Burke), le donne hanno sempre avuto grande spazio nei romanzi dell’87°, al punto che alle donne della saga furono dedicate ben due antologie: Mc Bain’s Ladies – The Women of the 87th precinct (1988) e Mc Bain’s Ladies, too (1989).

Ma soprattutto - e questa era un'altra novità - la grande protagonista dei romanzi di McBain era la metropoli. Ancora una volta, McBain non fu certo il primo ad ambientare una serie poliziesca in una grande città. Ma con McBain era la prima volta che la città - con le sue avenues, gli slums fatiscenti, i ghetti, il fiume, il parco - assurgeva al ruolo di protagonista. Mai prima di allora un autore di mystery aveva dato tanto peso alla rappresentazione di una metropoli, descritta minuziosamente e, soprattutto, completamente inventata. La città dell'87° distretto, infatti, non ha nome e non esiste se non nella fantasia dell'autore; ma in compenso la sua toponomastica fittizia - con il quartiere centrale di Isola, il Grover Park, Calm's Point, Riverhead - è diventata familiare ai lettori quanto l'inconfondibile sagoma di Manhattan immortalata da centinaia di film e telefilm.

Con più di cinquanta romanzi in quasi cinquant’anni, la serie dell'87° distretto rappresenta una vera e propria saga contemporanea dalle atmosfere eterogenee, che variano - come scrisse un critico – “dal terrore puro al divertimento irresistibile”. Ben lontano dalle ripetizioni imposte dalla serialità, McBain ha strutturato quasi tutte le sue storie su un'idea di volta in volta diversa dalle precedenti. Nel romanzo Confessione di un presidente, ad esempio, si adombra metaforicamente la parabola di Nixon attraverso la confessione del capo di una gang giovanile. 87° distretto: tutti presenti si svolge nell'arco di ventiquattr'ore, durante le quali seguiamo le vicende di tutti gli agenti della squadra. In Chiamate Frederick 7-8024 compare per la prima volta "Il Sordo", un criminale senza nome che ritorna in vari romanzi, e costituisce per l'87esimo quello che Moriarty era per Sherlock Holmes. Attentato Carella ha la struttura di una piéce teatrale virata in thriller: è ambientato per tre quarti nella sala agenti del distretto, dove una donna impazzita tiene in ostaggio i presenti con una fiala piena di nitroglicerina. Ma il romanzo più curioso - e più amaro - è forse Tutto regolare, mamma, dove gli agenti dell'87° compaiono solo in una manciata di pagine: il protagonista, infatti, è un singolare tipo di assassino malato di solitudine, che suscita più la pietà che lo sdegno del lettore.

Negli anni settanta, oltre a scrivere qualche sceneggiatura per cinema e TV e alcuni romanzi a firma Evan Hunter, McBain scrive un bellissimo noir, Bocche di fuoco (1976) e avvia un’altra serie, ambientata in Florida: stavolta il protagonista è uno solo, l’avvocato Matthew Hope. Ma naturalmente la saga dell’ottantasettesimo continua, e forse la decade degli anni settanta è quella creativamente più felice.

Negli anni ottanta, comunque, McBain firma uno dei suoi romanzi più belli, Ghiaccio per l’87° distretto (1983), ricco dell’abituale mix di violenza e ironia che caratterizza le sue storie. Negli anni novanta i romanzi dell’87° si fanno sempre più cupi, e lo scrittore confessa il suo disagio nel “tenere il passo” con la violenza che sembra permeare ogni aspetto della nostra vita quotidiana. L’ultimo grande libro di McBain è Notturno (1997), forse il suo romanzo più cupo e disperato.

Nel settembre 2001 esce Money, in cui climax è un attentato in un teatro ad opera di un gruppo di estremisti islamici. Pochi giorni dopo la realtà dimostra di essere ben più terribile della più macabra delle fantasie.

I romanzi degli anni duemila mostrano chiaramente che la sofferenza dei personaggi è la stessa dello scrittore (e forse anche dell’uomo, colpito dalla malattia): gli eroi sono stanchi, quasi sommersi da quel fango in cui sguazzano i criminali.
Toccato il fondo, non resta che lo sberleffo: in Il rapporto scomparso e Il party prevale un’ironia amara che assume spesso connotati grotteschi.

McBain ha percorso un cammino simile a quello del regista Robert Aldrich: se i suoi poliziotti non arrivano a somigliare quelli del film I Ragazzi del Coro (1977), è pur vero che negli ultimi romanzi il dramma si stempera in un succedersi di colpi di scena determinati da un Caso beffardo.

Benché colpito dal cancro, lo scrittore continua a lavorare, prolifico e disciplinato come sempre. Nel 2005 esce Hark! (al momento ancora inedito in Italia). Poco prima della sua morte è annunciata l’uscita di un nuovo romanzo, Fiddlers, previsto per settembre 2005. Sarà il cinquantacinquesimo e l'ultimo dedicato a Steve Carella e ai suoi compagni.

Tra tanti romanzi dell’87° distretto, è difficile indicarne uno in particolare come il migliore del ciclo. E forse la vena inesauribile che spingeva Evan Hunter a scrivere dieci ore al giorno gli ha impedito di scrivere un romanzo che si potesse definire un capolavoro, che avesse la statura del classico.

È probabile che lo scrittore se ne rendesse conto. Aveva detto: “Considero i miei romanzi dell’87° distretto non proprio come libri a sé stanti, ma come tanti capitoli di una saga che terminerà quando sarà morto.”

Il 6 luglio 2005 la saga si è conclusa. E quell’unico, grande romanzo - il suo capolavoro - è finito.

AGGIORNAMENTO: Hark! è stato pubblicato in Italia con il titolo Anagram; Fiddlers con il titolo Traditori.